Con i progetti tra le nuvole

Autodesk punta con sempre maggiore decisione al cloud. Dopo l’interesse suscitato dalle applicazioni già presenti sulla piattaforma Autodesk 360, da BIM 360 per l’analisi di un intero edificio a PLM 360 per la gestione del ciclo di vita dei prodotti, ora tocca a Fusion 360. Vediamo come funziona la prima offerta al mondo per il modeling 3D su cloud e le strategie della software house per la progettazione “sulla nuvola”.

Basta andare un po’ in giro per gli studi tecnici, piccoli o grandi che siano, per sentire cosa pensano realmente i progettisti dei software che devono acquistare per svolgere il loro lavoro. Sempre più validi, sempre più potenti, sempre più innovativi. Ma anche sempre più “pesanti” a livello di investimento quando il loro costo non cresce di pari passo con i ricavi della studio o dell’azienda. E succede spesso negli ultimi tempi. Un problema che per gli studi di progettazione che lavorano per più clienti si manifesta anche quando si tratta di acquistare licenze di un programma che magari sarà usato solo per un cliente e soltanto per un breve lasso di tempo. O quando si tratta di sfruttare una funzionalità aggiuntiva di un software che magari per mesi non servirà più o che è così saltuaria da rendere proibitivo l’acquisto della licenza. Il discorso non cambia di molto per le grandi aziende, che devono gestire a volte tantissime licenze e fare in modo che le funzionalità giuste siano sulla postazione giusta, evitando nello stesso tempo duplicati inutili tra reparti e di non lasciare al contrario scoperti di funzionalità desktop sui quali invece sarebbero opportune.

Autodesk nel cloud

Un problema così sentito che quando Autodesk ha fatto i primi “timidi” passi nella progettazione cloud con Autodesk 360 è stato subito un concreto successo che l’ha indotta a puntare sempre di più su questo nuovo modo di concepire soluzioni software che non risiedono più sui singoli computer dei progettisti ma che al contrario sono accessibili online. Sulla nuvola, appunto. Un modello che consente di accedere sempre all’ultima versione disponibile dei software e che può articolarsi con abbonamenti annuali (o per periodi più brevi) o a consumo. Non si sa quanti progetti, simulazioni o rendering si faranno con quella determinata applicazione? Si comperano i “gettoni” e si pagherà soltanto ogni volta che la si usa per uno specifico compito.

Dicevamo del successo dei servizi per la progettazione su cloud di Autodesk. Lo scorso anno 15 milioni di utenti Autodesk hanno chiesto l’accesso ai servizi cloud della software house, utilizzando la piattaforma Autodesk 360 per effettuare circa un milione di progetti nel corso dello scorso anno, pari a oltre milioni e mezzo di ore di rendering. Nell’ottobre 2012, AutoCAD WS, la versione mobile del software di Autodesk, ha superato i 10 milioni di download. E Autodesk BIM 360, applicazione per il Building Information Modeling (un processo basato su modelli 3D “intelligenti” che permette di creare e gestire i progetti degli edifici e delle infrastrutture civili in modo rapido, viene attualmente utilizzata da oltre 20.000 clienti. Altre cifre? In un mese, la trial di Autodesk Simulation 360, una soluzione per la simulazione su cloud, ha registrato oltre 10.000 progetti di simulazione. E Autodesk PLM 360, la prima soluzione PLM su cloud disponibile sul mercato, è utilizzata da oltre 350 aziende, con otre 10.000 utenti che gestiscono più di 3,3 milioni di oggetti. 

La novità

Nell’ambito della strategia Autodesk per il cloud la novità più recente è rappresentata da Fusion 360, la prima offerta al mondo per il modeling 3D basato sulla nuvola. La tecnologia di questa applicazione consente ai progettisti di sviluppare prodotti in 3D mediate l’applicazione remota e di collaborare con gli altri attori del progetto che vi possono accedere in qualsiasi momento e da qualunque luogo, da ogni dispositivo mobile o browser web. I dati di progetto, oltre all’applicazione, infatti risiedono su cloud e sono “liberi” da qualsiasi costrizione legata al singolo computer sul quale precedentemente risiedevano. Supporta inoltre un ambiente di progettazione aperto, permettendo ai progettisti di integrare e modificare i dati CAD virtualmente da qualsiasi fonte. «Autodesk Fusion 360 – spiega Sandro Zagatti, vertical sales manager manufacturing Italy di Autodesk – è uno strumento ideale per i progettisti individuali, di uno studio o di una piccola azienda. Ha funzioni che coprono tutti gli aspetti della progettazione industriale e meccanica. Inoltre si connette a funzionalità avanzate tra cui la creazione di mockup, la simulazione, il PLM e il rendering».

Autodesk Fusion 360 (www.autodesk.com/fusion360) sarà disponibile entro la fine dell’anno e acquistabile su base a termine. Questo modello di distribuzione fornirà massima flessibilità e eliminerà i costi iniziali di acquisto delle licenze software, così come le spese annuali degli aggiornamenti software.

La strategia

«Siamo innovatori nella trasformazione del modo di fare progettazione» afferma Sandro Zagatti, che è un ingegnere meccanico che ha iniziato la sua carriera lavorativa come progettista e quindi parla a ragion veduta dei prodotti che ora contribuisce a diffondere sul mercato. «Le nostre strategie per la progettazione meccanica e industriale basate su cloud sono fortemente concentrate sulla condivisione delle informazioni e sulla centralità del dato. Non soltanto è possibile sfruttare la grande potenza di calcolo dei nostri server per operazioni che sarebbero impossibili da fare in locale o che comporterebbero tempi molto lunghi, ma grazie alla condivisione nativa del dati è facile per tutti accedere alle informazioni e condividerle senza passare attraverso ulteriori infrastrutture, agevolando la coprogettazione e le interazioni tra il fornitore e il cliente, che può fare richieste online o intervenire direttamente sul progetto, se il modello di lavoro lo prevede, direttamente all’interno della piattaforma. Non si deve più “inviare un dato”: è già nel cloud, condiviso per definizione. Abbiamo sposato in toto questa tecnologia e vale la pena di sottolineare che tutti i nostri progetti su cloud sono stati sviluppati appositamente per questa piattaforma e non sono un porting delle applicazioni desktop».

Sandro Zagatti ritiene che Fusion 360 sarà un prodotto che potrà interessare molte tipologie di aziende e progettisti. «Siamo convinti che sarà particolarmente apprezzato dalle piccole e medie aziende, con particolare accento sulle piccole. Oltre che da liberi professionisti e dagli studi di ingegneria, che attualmente devono farsi carico di costi di licenze che non sono banali per le piccole strutture che magari le sfruttano per progetti che durano pochi mesi. Abbiamo capito che è necessaria una maggiore flessibilità ed è quello che intendiamo mettere a disposizione con le nostre soluzioni cloud, che possono essere pagate per l’effettivo utilizzo in termini di tempo o di operazioni lanciate. Anche la nostra filosofia di pacchettizzazione è differente dalle piattaforme standard, per cui si potrà accedere a una funzionalità soltanto nel momento in cui serve senza doversi sobbarcare l’onere di una licenza soltanto per un singolo progetto isolato».

Una strategia che sembra avere le carte in regola per sfondare proprio grazie al fatto che, soprattutto nel caso di piccole realtà, ci potrà essere una gestione più snella dei costi legati al software, a consumo o abbonamento che sia. E l’acquisto di una licenza sarà, forse, cosa del passato.

Il caso

Redpoint Studios, azienda del New England che si occupa di progettazione industriale e di ingegnerizzazione di prodotto, ha adottato Autodesk Fusion 360 per aiutare i propri clienti a commercializzare più rapidamente i prodotti. «La curva di apprendimento è fenomenale. In pochi giorni sono stato in grado di modellare miscele e transizioni che avrebbero richiesto mesi, se non anni, di capacità costruttive di un modellatore NURB» ha commentato Matthew Harris, Industrial Designer presso Redpoint Studios «ll potenziale per questo prodotto è enorme e non vedo l’ora di vedere cosa verrà dopo».

Moreno Soppelsa

Moreno Soppelsa è un giornalista e fotografo con competenze nella diffusione di contenuti nei nuovi e vecchi canali, dalla carta stampata ai social media, dai siti Web alle App.

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